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Teleserenità - Franchising

Teleserenità Franchising  opera nel settore socio-sanitario offrendo, principalmente ad anziani ed ammalati, servizi qualificati di Assistenza privata domiciliare ed ospedaliera, di Telesoccorso, di Teleassistenza.

Con gli oltre venticinque centri Teleserenità Franchising che dal Nord al Sud dell’Italia si occupano quotidianamente di realizzare la missione di Teleserenità Franchising: organizzare ed erogare servizi qualificati di Telesoccorso, Teleassistenza e di Assistenza privata ed ospedaliera principalmente ad anziani ed ammmalati contribuendo a migliorare la qualità della vita diegli  ammalati ed a ridurre i casi di solitudine e di abbandono degli anziani.




Censis: la crisi morde le spese mediche un italiano su cinque rinuncia a curarsi
j0401468.jpgTeleserenità - rete in franchising - di assistenza domiciliare per anziani e disabili

ROMA - La crisi colpisce duro. Così molti italiani hanno deciso di ricorrere al Servizio sanitario nazionale invece che alle strutture private, come facevano in passato. Per risparmiare accettano di mettersi in lista di attesa, rinunciano ai farmaci a pagamento ed alle cure del dentista privato. E quasi uno su cinque ha deciso di rimandare le cure. Questa la situazione che viene tracciata dall' indagine del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis. Nell' ultimo anno il 35 per cento degli italiani si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, con liste di attesa più lunghe, per ottenere analisi, visite mediche e cure che in altri tempi avrebbero fatto, pagando, in strutture private. La percentuale sale al 40 tra gli anziani, al 41 tra i residenti nel Centro, ad oltre il 47 per cento tra i soggetti meno istruiti. Secondo il Censis, aumenta anche il rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti. Più del 18 per cento degli italiani ha rinunciato a visite e prestazioni specialistiche per motivi economici.
Il dato sale a circa il 21 per cento tra i residenti del Centro, al 23,5 nel Sud, al 24,2 tra i 4564enni, al 27,2 nelle grandi città, al 31 tra i meno istruiti. Quasi il 21 per cento degli intervistati ha anche ridotto l' acquisto di farmaci pagati di tasca propria. E più del 7 per cento degli italiani ha dovuto fare a meno della badante. La domanda di prestazioni sanitarie pubbliche potrebbe aumentare anche nel 2010. Secondo il Censis, rendere più efficiente la sanità, tagliando gli sprechi, diventa una priorità. Tanto più che l' affollamento delle strutture pubbliche può determinare, oltre che un ulteriore allungamento delle liste di attesa, il rischio di un maggiore ricorso ai noti espedienti usati per accedere più velocemente alle prestazioni sanitarie. Già adesso quasi il 37 per cento degli intervistati ritiene che sia aumentato negli ultimi tempi il ricorso alle conoscenze per accelerare l' accesso alle strutture sanitarie pubbliche. Ce la farà il Servizio sanitario nazionale a reggere l' urto? Lo scorso 23 ottobre le Regioni ed il governo hanno siglato il patto sulla salute: 106 miliardi di euro per il 2010, 108 per il 2011 e 111 per il 2012 a disposizione del Fondo sanitario nazionale. Ma la popolazione anziana aumenta, le spese crescono, i redditi delle famiglie diminuiscono. Un solo dato: le strutture di lungodegenza per anziani non autosufficienti, tutte private, chiedono dai 2 mila euro al mese in sù. Cosa fare? Ridurre gli sprechi ottimizzando la gestione della sanità pubblica è la priorità indicata dal presidente della Farmindustria, Sergio Dompé. «Ottimizzare la gestione della Sanità è una priorità per il Ssn, che pure è già ai primi posti delle classifiche internazionali dell' Oms per rapporto tra qualità, prezzoe accessibilità - ha rilevato Dompé - minori sprechi e una sanità pubblica più efficiente e attenta alle risorse sono ormai irrinunciabili». Secondo Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d' inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, a rimetterci sono i cittadini. «Tutto questo - ha dichiarato il senatore - ha dei costi umani e di qualità della vita per la persona ed economici per il Ssn, perché quando si rinuncia alla prevenzione poi, mediamente, si paga di più per la cura». Dal rapporto, infine, secondo il senatore, «emerge lo smantellamento della sanità pubblica a beneficio di quella privata». E Giuseppe Fioroni, responsabile Pd del Welfare, commenta: «L' inchiesta del Censis dimostra che l' emergenza sociale esiste ma il governo propaganda ancora l' ottimismo invece di pensare ai problemi del Paese reale».- MARIO REGGIO
Fonte: corriere.it